Barba ben curata sguardo cordiale e rassicurante dietro una stravagante montatura di occhiali da giovanotto color giallo scintillante, è il co-founder Roberto Canfora ,colui che ha messo il primo mattoncino per la costruzione del centro,che si racconta in questa prima, di una serie di interviste ai membri del
Nuovo Musinè Sport Village.
Disponibile e affabile per attitudine,parla di sè,di quell’ amore incondizionato per la sua famiglia “prima di ogni cosa” e lo sport che lo ha accompagnato tutta la vita, che gli ha fatto abbandonare i rassicuranti studi di giurisprudenza per i più “audaci” di scienze motorie dell isef.
Nato e cresciuto a Pianezza ,fra le sue ambizioni quella di lasciar un segno e costruir qualcosa di utile non distante dalla sua città e diventare un allenatore di pallavolo , “con buoni risultati raggiunti” aggiunge arrossendo, con un sorriso imbarazzato . Anzichè di un rigido capo preferisce la figura del buon coach , il dialogo e non l’imposizione ;in prima linea nel cercar una soluzione a problemi e avversità perché come afferma “è inutile lamentarsi”.

“Non so se siamo i migliori, sicuramente siamo diversi.”

Roberto Canfora co-founder del Nuovo Musinè Sport Village dato alla luce nel 2011.
Di cosa si occupava Roberto prima del Nuovo Musinè Sport Village?

“Naturalmente avevo un’altra palestra mi occupavo di fitness dal 1992, prima ancora nasco come allenatore di pallavolo, una mia grande passione, nasce tutto da lì, ho cambiato studi per la pallavolo; da giurispudenza all’Isef per essere un buon coach e ci sono anche abbastanza riuscito, son felice che questa passione per lo sport e i suoi ideali sia riuscita a trasmetterla ai miei figli.”

Cosa ha spinto a scegliere la zona di Pianezza? È stata una scelta strategica o dettata dalla casualità?”

“Pianezza perchè io son nato qui e son sempre stato quì, son partito con 500 metri quadri con una palestrina piccola, uno spazio grosso come una delle sale che abbiamo ora .
Dopo qualche tempo era necessario un salto di qualità e coinvolgendo amici abbiamo dato vita a questa ‘follia’ che ci ha dato tanto lavoro ma anche tante soddisfazioni.”

Quale studio c e stato dietro al logo del Nuovo Musinè Sport Village e cosa rappresenta?

“Questo logo attuale parte dall’ evoluzione del vecchio della precedente palestra chiamata ASD MUSINE’ ed era un triangolo più geometrico, rappresentava naturalmente la montagna che ci caratterizza e ritrae uno dei luoghi più mistici ed ermetici del piemonte dove c’e’, secondo la leggenda,un grande tesoro – ed aggiunge – mi piace pensare che possa essere proprio il centro , un tesoro fatto di persone e rapporti umani,
poi – scherza – ogni tanto atterra anche qualche astronave che ci da qualche idea nuova.”

Ora contate piu di 1000 iscritti ma al day one del lancio quali eran le aspirazioni sensazioni o paure in virtù di un investimento importante?

“In realtà sono un ottimista di natura ho dovuto fare una grande opera di persuasione per far questo salto nel vuoto, qualcuno quando abbiam costruito il parcheggio aveva qualche
perplessità perfin sulla capienza che a proprio parere era fin troppo ampia;
con 130 posti auto, oggi è quasi esaurito sempre in ogni ordine di posto e addirittura in alcuni momenti della giornata molti son costretti a parcheggiare nelle aree circostanti.
Pertanto – incalza – non avevo alcun dubbio in quanto ero conscio che lavorando con onestà, passione e professionalità i risultati sarebbero arrivati, abbiamo tanti ragazzi in gamba che lavorano ogni giorno di cui vado orgoglioso.”

A friendly place to stay è il pay off, il claim che hai voluto associare alla struttura. Cosa rappresenta per te?
“Rapprenta la visione globale , la sfida più grande era forse quella di mantenere lo stesso modo di essere famigliare che ci contraddistingueva  della vecchia struttura proiettato in un centro di grande dimensioni, enfatizzando tutti i valori umani, qui nessuno è un numero, andiamo incontro a tutte le esigenze e problemi, non so se siamo i migliori o lo saremo, sicuramente siamo diversi rispetto gli altri.”

Raccontaci un aneddoto legato al musiné
“Ogni giorno -sorride- è un avventura diversa ma il primo giorno di apertura il 9 aprile 2011 è sicuramente quello più emozionante e quello che ci ha regalato se così si può dire maggior frenesia e 24 ore di lavoro non stop ; fra l’altro, non a caso, è il giorno del compleanno di mia figlia e lei scherzosamente mi rimprovera ancora oggi che ho festeggiato il musinè trascurandola un pochino, in realtà sa perfettamente che tutti i sacrifici compiuti son per lei e la mia famiglia che cerco di coinvolgere il più possibile nelle attività del centro trascorrendo più tempo insieme possibile visto che gran parte della giornata è occupata quì; La domenica invece non cercatemi è imperativo per me trascorrerla con i miei affetti piu cari.”

Quali aspettative hai e cosa implementeresti ancora del complesso?
“Dico sempre che il Musinè Sport Village è una macchina da guerra, possiamo fare qualunque attività e mi son preposto ogni week end di creare qualche evento da proporre al pubblico.
Per quanto riguarda la struttura qualche idea c’e’- si illumina improvvisamente- la piscina è più di un ispirazione, potrebbe essere il salto di qualità definitivo  magari oggi o domani, chissà.
Voglio sottolineare ulteriormente e non smetterò mai di affermarlo che ciò che mi da maggiore soddisfazione è il mio staff , son dal primo all’ ultimo dei ragazzi eccezionali.”

Dicon che il gruppo piu molesto e rumoroso sia quello dei pugili , è realmente così??
“ah be – sorride – il gruppo dei pugili è un mondo a se stante ma dei quali non potrei far a meno .”